Usciamo dall'algoritmo


1) Cos'è un algoritmo?

Una serie di regole utilizzate per formare un programma, un software. Queste regole possono determinare: comportamento, risposta e comando; e se ignorare o meno alcune informazioni. Alcuni algoritmi possono pure trasformare l'informazione ricevuta in qualcosa di diverso.


Nei social, nei motori di ricerca vengono utilizzati per decidere cosa deve essere mostrato di più ed in quale modo. Tutto si muove in base alle regole che condizionano il comportamento degli elementi del software.


Ricordiamoci però che l'algoritmo è statico: una volta scritto si comporta sempre allo stesso modo e con le stesse regole, Dio invece non lo è.


2) Ognuno di noi ha ricevuto doni e talenti

«Io ringrazio sempre il mio Dio per voi per la grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù, perché in lui siete stati arricchiti in ogni cosa, in ogni dono di parola e in ogni conoscenza, essendo stata la testimonianza di Cristo confermata tra voi, in modo che non mancate di alcun dono, mentre aspettate la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo,»

(I Corinzi 1:4-7 IRB20)


A chi sta parlando Paolo?

«Ora voi siete il corpo di Cristo e membra d’esso, ciascuno per parte sua.»

(I Corinzi 12:27 IRB20)


In questa lettera l'apostolo parla al corpo di Cristo, ossia la chiesa, dicendo che essa ha tutto ciò di cui ha bisogno per fare l'opera di Dio sulla terra. Gesù ha equipaggiato i Suoi discepoli con tutto ciò che serve per portare avanti il Suo regno.


3) Spesso vogliamo imporre a Dio l'algoritmo

«E Mosè alzò la mano, percosse la roccia con il suo bastone due volte, e ne uscì dell’acqua in abbondanza; e l’assemblea e il suo bestiame bevvero.»

(Numeri 20:11 IRB20)


Molte volte rincorriamo la chiamata e perdiamo di vista l'obiettivo. Dio non è condizionato dai nostri doni e né ci condiziona. 


All'inizio della chiamata di Mosè l'Eterno gli fa prendere un bastone, il suo bastone da pastore, perché sarebbe stato lo strumento con il quale avrebbe fatto segni e prodigi e tramite cui avrebbe liberato il popolo dalla schiavitù dell'Egitto.


In Esodo 17:6 il Signore chiese a Mosè di usare il suo bastone per dare da bere al popolo:


«Ecco, io starò là davanti a te, sulla roccia che è in Oreb; tu percuoterai la roccia, e ne scaturirà dell’acqua, e il popolo berrà”. Mosè fece così alla presenza degli anziani d’Israele.»

(Esodo 17:6 IRB20)


Quindi in questo episodio il commando era: percuoti la roccia con il tuo bastone. Mosè venne chiamato ancora ad usare il suo "strumento" per adempiere la chiamata divina.


Mah, e c'è un mah, Mosè si è abituato a questo modus operandi? È ancora attento alla voce del maestro?


In Numeri 20 lo scenario si ripete:

«E perché ci avete fatti salire dall’Egitto per condurci in questo luogo inospitale? Non è un luogo dove si possa seminare; non ci sono fichi, né vigne, né melagrane, e non c’è acqua da bere”.»

(Numeri 20:5 IRB20)


Mosè ed Aaronne chiedono a Dio cosa fare. Forse nella loro mente avevano già una risposta da algoritmo: 


IF (se) il popolo chiede acqua 

AND (e) c'è una roccia nel deserto 

ACTION (azione) colpire la roccia con il bastone

ANSWER (risposta) acqua che esce dalla roccia


Invece questa volta la programmazione era un altra:


«“Prendi il bastone; e tu e tuo fratello Aaronne convocate la comunità e parlate a quella roccia, in loro presenza, ed essa darà la sua acqua; e tu farai sgorgare per loro l’acqua dalla roccia e darai da bere alla comunità e al suo bestiame”.»

(Numeri 20:8 IRB20)


Questa volta Dio voleva fare qualcosa al livello 2, ci voleva un aggiornamento e per ricevere l'aggiornamento avevano bisogno di disporre i loro cuori e la loro mente all'ascolto e all'ubbidienza. Anche perché il messaggio era chiaro: prendi il bastone e portalo con te, ma parla alla roccia.


4) Dio è il programmatore e non il programma in sé

Dio non è condizionato da un'algoritmo, anzi, è Lui stesso a cambiare programma quando nella Sua onniscienza è la cosa giusta da fare.


Mi immagino la sorpresa di Mosè ed Aaronne quando gli venne detto che avevano sbagliato, che non avevano fatto ciò che Dio gli aveva chiesto. Secondo me non si sono fidati del piano di Dio e avevano bisogno di flessibilità per ubbidire nei dettagli. Colpire la roccia e vedere uscire dell'acqua era qualcosa che loro sapevano essere possibile perché l'avevano già vissuto, ma parlare alla roccia no. 


Nonostante tutto era quello che Dio voleva, portarli insieme a un next level, ad un altro modo di arrivare allo stesso risultato, ovviamente, con l'ubbidienza.


5) Flessibili come il vento

Nel Regno di Dio dobbiamo essere flessibili come il vento.


Nella famosa conversazione di Gesù con Nicodemo in Giovanni 3 i figli di Dio vengono paragonati al vento:


«Il vento soffia dove vuole e tu ne odi il rumore, ma non sai né da dove viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito”.»

(Giovanni 3:8 IRB20)


Wow! Ecco un'altro algoritmo:

IF (se) nato di nuovo

ACTION (azione) essere come il vento

WHILE (mentre) sono guidato dallo Spirito Santo


Quindi se Dio ci chiama a fare qualcos'altro sarà Lui a darci ciò che abbiamo  bisogno per servirLo. Anche se non è un talento naturale.


E tu, cosa stai facendo con i doni e talenti che Dio ti ha dato?

Stai rispondendo alla chiamata?


6) Dio non ha bisogno del tuo dono

Dio non si serve di chi è investito di doni e talenti ma investe quelli che chiama. Il fatto di avere doni e talenti non condiziona quello che Dio vuole fare nelle nostre vite. 


«Poiché tutti, a uno a uno, potete profetizzare, affinché tutti imparino e tutti siano consolati.»

(I Corinzi 14:31 IRB20)


A volte possiamo pensare: Questa cosa non la posso fare. Invece se siamo stati incaricati da Dio stesso per una missione non ci possiamo tirare indietro; non è perché non l'ho mai fatto che non posso imparare. 


A volte è proprio nei casi di necessità che impariamo a conoscere di più di Dio ed anche il potenziale che Lui ha messo dentro ognuno di noi per davvero.


Quindi, se il Signore ti ha chiamato a fare qualcosa dove c'è bisogno, non temere, vai nella tua fede e vedrai la Sua gloria, qualsiasi situazione ci sia davanti.


Esaminando il testo sopra possiamo dedurre che: tutti sono chiamati a profetizzare! Se ognuno è chiamato a profetizzare allora la chiamata non dipende dal dono ma vuol dire che Lui ti donerà la capacità se ancora non ce l'hai. Più importante è capire come e quando. La domanda da farsi è: Sto ascoltando le direttive del padrone dell'opera o sto facendo di testa mia?


Lasciati guidare dallo Spirito, ascolta attentamente la voce del maestro e fidati dei Suoi piani.


Ti sei mai sentito incapace di servire Dio?


Ti sei mai tirato indietro perché non hai riconosciuto la Sua chiamata?


In quale livello il Signore ti sta invitando ad andare proprio ora?

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