Un Dio dalle mille sfaccettature



Quanto conosciamo di Dio? Quanto grande Lui è e quanto ancora possiamo conoscerLo?


1. La ricerca: desiderare una conoscenza più profonda


Nella Bibbia vediamo diversi personaggi che hanno visto Dio, conosciuto Dio, camminato con Dio ed alcuni addirittura sono stati portati via da Lui senza gustare la morte. 


Questo ci fa pensare che forse non l'abbiamo ancora conosciuto abbastanza e ci sprona ad avere un atteggiamento da ricercatori.


Mentre studiavo Genesi mi sono imbattuta in una storia molto conosciuta, ma a volte poco approfondita. Non l'ho guardata come una scienziata, ma come una ricercatrice che cerca tesori nascosti e ho trovato qualcosa di stupefacente.


2. La fuga: il peso degli errori passati


La storia di Giacobbe, il cui nome vuol dire "il soppiantatore*” o "colui che tiene il calcagno", sembra iniziare male. Lui era il figlio minore e desiderava qualcosa che non gli apparteneva. Cercò di comprarla, cercò di averla con l'inganno e quando scoprì di essere stato scoperto si trovò costretto a fuggire dall'ira di suo fratello Esaù dovendo abbandonare padre, madre e la terra promessa da Dio ai suoi antenati.


Allora intraprese un lungo viaggio dove potè conoscere sulla propria pelle cosa significava essere ingannato ma allo stesso tempo conobbe il Dio di suo Padre, il Terrore di Isacco (Genesi 31:42).


3. La chiamata: Il momento di tornare a casa


Dopo tanti anni ricevette una chiamata divina. L'ambiente in cui viveva era diventato anche più ostile. C'era un vento di cambiamento:

«Il Signore disse a Giacobbe: «Torna al paese dei tuoi padri, dai tuoi parenti, e io sarò con te».»

Genesi 31:3 NR94

https://bible.com/bible/123/gen.31.3.NR94


Lui ubbidì. Si caricò tutte le cose, persone, greggi che aveva e partì, facendo la strada di ritorno verso la casa di suo padre Isacco. Consapevole che questo voleva dire dover affrontare Esaù, suo fratello che aveva detto che l'avrebbe ucciso (Genesi 27:41).


«Liberami, ti prego, dalle mani di mio fratello, dalle mani di Esaú, perché io ho paura di lui e temo che venga e mi assalga, non risparmiando né madre né figli.»

Genesi 32:11 NR94

https://bible.com/bible/123/gen.32.11.NR94


La Bibbia ci racconta che Giacobbe creò una strategia ed inviò dei regali al fratello da tutto ciò che possedeva attraverso dei servi.


«e direte: “Ecco il tuo servo Giacobbe; egli stesso viene dietro a noi”». Perché diceva: «Io lo placherò con il dono che mi precede e dopo soltanto mi presenterò a lui; forse mi farà buona accoglienza».»

Genesi 32:20 NR94

https://bible.com/bible/123/gen.32.20.NR94

(vedere anche Proverbi 21:14 NR94 https://bible.com/bible/123/pro.21.14.NR94)


4. Il confine: Soli davanti alle proprie paure


Partito, arrivò al torrente Iabbok. Anticamente esso segnava il confine tra tribù e regni, o sia, una specie di frontiera.


Giacobbe quindi fece attraversare il torrente a tutta la sua famiglia e a tutto ciò che possedeva, ma egli stesso rimase dall'altra parte. Quest'uomo aveva paura, forse non si sentiva pronto?


Io credo che nonostante tutte le rassicurazioni di Dio riguardo al suo ritorno lui provasse un senso di colpa. Era consapevole di aver fatto qualcosa di ingiusto e di meritare una punizione. 


5. La lotta: Vincere sé stessi per ricevere la benedizione


Rimase solo prima di attraversare il confine. Aveva paura di Esaù e delle sue minacce, ma non sapeva che Dio aveva lavorato nel cuore di Esaù per portare riconciliazione e fargli avere grazia e misericordia.


«Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino all'apparire dell'alba;»

Genesi 32:24 NR94

https://bible.com/bible/123/gen.32.24.NR94


Giacobbe lottò con Dio ma vinse sé stesso. Ricevette coraggio e la promessa di un nuovo nome, non sarebbe più stato "l'ingannatore" ma "colui che lotta con Dio" non per vincerlo ma per avere più di Lui nella sua vita. 


«Il sole si levò quando egli ebbe passato Peniel; e Giacobbe zoppicava dall'anca.»

Genesi 32:31 NR94

https://bible.com/bible/123/gen.32.31.NR94


Giacobbe non doveva solo attraversare il torrente e passare Peniel (che vuol dire faccia di Dio), lui aveva bisogno di conoscere un'altra faccia di Dio per entrare nella promessa di una nuova storia per Israele e la sua discendenza.


6. La trasformazione: Un nuovo nome e una nuova Grazia


Il nome Israele non significava soltanto che aveva la vittoria, ma anche che il Signore aveva cancellato il suo passato. Significava che quando avrebbe attraversato quelle acque, quel limite, la sua vita sarebbe diversa.


In quel vissuto in terra straniera potè conoscere Dio come Colui che provvede, come colui che protegge e che fa giustizia. Ma alla fine arrivò il momento in cui aveva bisogno di conoscerLo come il Dio della Grazia, che perdonava l'inganno fatto a Esaù e portava riconciliazione tra fratelli.


Sicuramente c'è stato un lungo processo, all'incirca 20 anni, ma quell'uomo che stava tornando a casa non era più lo stesso e non conosceva soltanto la benedizione di Dio ma il Dio della benedizione (della promessa fatta ad Abramo e a Isacco).


La mia preghiera è: Signore rivelaci ancora un'altra parte di chi Tu sei. Vogliamo di più!


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* Un soppiantatore è chi prende il posto di qualcun altro in modo subdolo, sleale o improvviso, estromettendo la persona originale e usurpando la posizione, carica o ruolo, come un rivale che prende il posto di un altro in modo disonesto o una tecnologia che rimpiazza il lavoro umano. Il termine deriva dal latino supplantare, che significava "dare lo sgambetto" o far cadere, e si applica sia a persone che a cose. 

 

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Argomenti trattati in questo articolo: 

Studio della Genesi • Vita di Giacobbe • Perdono e Grazia • Crescita Spirituale

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